Medicina rigenerativa: da SEFFI a SEFFILINE

Ringiovanire un volto nella mia filosofia di lavoro è ridare volumi e ripristinare il tono del viso senza mai trasformare.
Questa mia filosofia l’ho concretizzata nel 2015, quando ho pubblicato su riviste internazionali scientifiche la mia tecnica SEFFI e MicroSEFFI (Superficial Enhanced Fluid Fat Injection): questa tecnica va a sfruttare queste capacità per dare, appunto, un’azione rigenerativa antiaging del volto; si differenzia dalle altre tecniche perché non c’è bisogno di manipolare il tessuto prelevato dato che viene prelevato nelle dimensioni corrette, i clusters cellulari sono già nelle dimensioni corrette grazie a queste speciali cannule che permettono un prelievo di tessuto, appunto, a clusters ridotti e quindi già fluido e pronto per essere impiantato (al contrario di tutte le altre tecniche precedentemente pubblicate, che prevedevano sempre una manipolazione del tessuto e quindi, inevitabilmente, una perdita in cellularità di questo tessuto).
Il problema qual è stato? Che il medico estetico che non ha particolari skills chirurgiche si trova in difficoltà nella fase di prelievo di questo tessuto ed è da qui che è nata quella che è stata la mia idea iniziale, cioè permettere al medico estetico, al collega che non ha ha una skill precisa nell’intervento di liposuzione, di avere in mano un device che gli permetta di fare questa terapia nel proprio ambulatorio.
Come vedremo la guida iniziale del 2017 è completamene diversa dalla nuova guida che abbiamo voluto chiamare 3.0 e che abbiamo oggi in questi kit; gli atri due aspetti fondamentali della mia idea, di questi devices, di questi kit, riguardano l’avere una guida per permettere ai medici di fare questa procedura in maniera semplice, sicura ed efficace ma avere anche tutto il materiale completamente monouso, “disposable”.
Il terzo punto fondamentale di questi kit è che devono essere tutti all-in-one, cioè ci deve essere tutto il materiale all’interno del kit stesso.
Io ho capito presto che avevo bisogno di un aiuto, di qualcuno che tecnicamente mi potesse aiutare a sviluppare questo nuovo prodotto ed ecco quindi che ho coinvolto in questa avventura un mio carissimo amico, l’ingegnere Brandoli, che mi ha aiutato, a partire dal 2018, a sviluppare questo kit ma soprattutto a sviluppare il design e la produzione di questa guida.

I kit di Seffiline, con il loro basso costo, possono raggiungere veramente ampi strati di popolazione; tutti abbiamo un po’ di grasso da qualche parte, tutti abbiamo le staminali e tutti abbiamo la possibilità di autocurarci con le nostre risorse.
Ho subito cominciato a lavorare sull’ottimizzazione della guida, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista funzionale ma subito mi sono reso conto che la stampa 3D non era la soluzione giusta per il nostro problema; sono entrato nella fase di sviluppo del kit 2.0 e abbiamo continuato a lavorare sul kit 2.0 con la stampa 3D proprio per sfruttare la sua caratteristica, cioè quella di riuscire a fare grandissima prototipazione.
Abbiamo iniziato una fase di ascolto consapevole e inconsapevole di quelli che erano i primi utilizzatori e ci siamo resi conto delle numerose criticità: il ferma stantuffo che aveva dei grossi problemi di stabilità, la larghezza della guida stessa che non consentiva, appunto, di avere la stabilità richiesta se non in mani già esperte; questo ha consentito, via via, di migliorare la guida e passare dalla 2.0 alla 3.0: la 3.0 doveva essere il prodotto finale, un oggetto senza compromessi e abbiamo preteso che la produzione di questa guida fosse fatta in camera bianca ISO 8; in questo è stato fondamentale l’aiuto che ci ha dato la regione Emilia Romagna, dove abbiamo vinto un bando regionale per StartUp innovative in cui ci siamo classificati al primo posto, che ci ha dato una grossa mano per affrontare il grosso investimento dello stampo.

Il mercato della medicina rigenerativa era pari a 16 miliardi di dollari nel 2016 ed è previsto a 85 miliardi di dollari nel 2030; il tasso di crescita è quindi un raddoppio ogni 4 anni, siamo ancora in crescita esponenziale e questo accade in tutti i paesi del mondo (Stati Uniti, Europa…) ma soprattutto con dei tassi di crescita ancora più interessanti in Asia; nel 2017 il solo mercato americano ha previsto 2,6 milioni di operazioni di riempimento e quindi di filling.
Seffiline ha un grosso patrimonio di proprietà intellettuali e ovviamente abbiamo dovuto tutelare queste proprietà richiedendo il deposito del patent sia in Italia, che in tutta Europa, che negli Stati Uniti, così come quello del design industriale (cioè abbiamo registrato la forma della guida); ovviamente abbiamo pensato a proteggere anche il nostro brand e quindi abbiamo registrato tutti i prodotti che hanno l’acronimo SEFFI, a livello sia europeo che americano.

Sono stato contattato da Seffiline per portare questa azienda a un livello qualitativo molto elevato; per fare questo abbiamo cercato di impiantare un sistema di qualità rispondente all’attuale normativa di settore: la ISO 13485. Questa normativa garantisce che l’azienda possa produrre i suoi dispositivi nel miglior modo possibile riducendo i rischi per il mercato e per il paziente a livelli minimi; tutto questo è stato particolarmente sfidante a causa delle ridotte dimensioni aziendali ma malgrado questo siamo riusciti a ottenere la certificazione in breve tempo dall’ente notificato ICIM 0425.

Ma ben presto abbiamo capito che la medicina autologa ha tantissime applicazioni ed è una delle terapie più promettenti nel campo della medicina.

In ortopedia si utilizzano le cellule staminali mesenchimali per il trattamento di quelle che sono le lesioni della cartilagine e anche le lesioni peritendinee.
Io ho avuto degli enormi successi anche in termini di rigenerazione tissutale ma soprattutto di soddisfazione del paziente, quindi con riduzione della sintomatologia, utilizzando le cellule staminali mesenchimali sia a livello articolare che a livello peritendineo; la metodica che ho preferito prevede l’utilizzo di una guida che ci permette di essere estremamente sicuri, di non rischiare nulla e di non approfondirsi all’interno del tessuto che è al di sotto della sottocute che a noi interessa e che, quindi, ci permette di prelevare il tessuto adiposo e di decantare quelle che sono le cellule staminali che poi verranno infiltrate all’interno dell’articolazione o in sede peritendinea con una semplice infiltrazione.

Da anni mi occupo di medicina estetica e non mi è parso vero, circa due anni fa, quando Alessandro mi ha presentato questo kit per l’estrazione delle cellule staminali, molto utile e molto importante per un medico estetico: è molto facile da utilizzare, mi ha cambiato la vita nel mio ambulatorio e l’ha cambiata anche a quella dei pazienti, che, nel momento in cui ho cominciato a proporlo, hanno cominciato a venire nel mio ambulatorio richiedendo questo trattamento di estrazione semplicissima. Fino a due anni fa non avrei mai pensato di fare un’estrazione di cellule adipose e di reiniettarle nel volto delle mie pazienti; oggi, ringraziando Alessandro Gennai, devo dire che questa è diventata la metodica che mi permette di dare quel qualcosa in più alle mie pazienti e che mi differenzia.

La terapia autologa che sfrutta le capacità rigenerative dello Stromal Vascular Fraction e delle cellule mesenchimali presenti nel tessuto adiposo microframmentato, è una realtà importante, una grande potenzialità di sviluppo in tutte le specialità mediche.